carloisola
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martedì 31 gennaio 2012
2 PAROLE IN SCATOLA - Video intervista a Giacomo Verde e Carlo Isola
Video intervista a Giacomo Verde e Carlo Isola di Renzo Francabandera.
KRAPP'S LAST POST KLPTEATRO.IT 2012
Performance di:
Gacomo Verde, Carlo Isola, Daniele Di Gregorio, Niccolò Di Gregorio
COMUNICAZIONI
Realizzazione di un graffito-affresco all’interno della sala consiliare del Comune di
Campiglia Marittima, collocato nella parete nord-est. Le dimensioni dell’opera sono di metri 6 di base per 3 di altezza.
Tecnica dell’affresco con pittura ai silicati realizzata da Saverio Calogero Vinciguerra e dalla sua equipe di artisti specializzati.
Progetto di Carlo Isola.
Esecuzione: Daniele Magnani, Mariaconcetta Giuntini,Marilena Agresta, Stanimira Radicheva.
lunedì 2 maggio 2011
lunedì 25 aprile 2011
Cronache di un dipinto abbandonato sotto un albero.
25 Aprile 2011 giorno della liberazione.
Mentre le follie del mondo proseguono ho pensato di andare a vedere come quel tabernacolo, abbandonato sotto un albero già da un paio d’anni, avesse potuto subire qualche trasformazione.
L’ho rivisto e mi sono subito reso conto di aver sbagliato, l’albero non è una quercia ma un diospero! La pioggia, il vento, il freddo, il caldo, la neve, la grandine, gli uccellini e le formiche hanno continuato a lavorare sul quadro, il colore si è trasformato schiantandosi a tratti e staccandosi dalla superficie, si è sbiadito e quel cuoraccio da blog adolescenziale, protetto da un tettuccio poco protettivo, sta trasformandosi in quello che è veramente, cioè in un muscolo, ma etereo e sfumato, qualcosa che forse ha il privilegio di non essere visto dagli umani, nessun essere umano passa da lì; mentre gli insetti lo vivono come casa e la natura lo elabora ancora fino a mangiarselo del tutto.
Mentre le follie del mondo proseguono ho pensato di andare a vedere come quel tabernacolo, abbandonato sotto un albero già da un paio d’anni, avesse potuto subire qualche trasformazione.
L’ho rivisto e mi sono subito reso conto di aver sbagliato, l’albero non è una quercia ma un diospero! La pioggia, il vento, il freddo, il caldo, la neve, la grandine, gli uccellini e le formiche hanno continuato a lavorare sul quadro, il colore si è trasformato schiantandosi a tratti e staccandosi dalla superficie, si è sbiadito e quel cuoraccio da blog adolescenziale, protetto da un tettuccio poco protettivo, sta trasformandosi in quello che è veramente, cioè in un muscolo, ma etereo e sfumato, qualcosa che forse ha il privilegio di non essere visto dagli umani, nessun essere umano passa da lì; mentre gli insetti lo vivono come casa e la natura lo elabora ancora fino a mangiarselo del tutto.
martedì 19 aprile 2011
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