martedì 24 novembre 2009

PANDEMIA RAZZISTA

Contrastare l'immigrazione è sciocco e impossibile; essa esiste per causa di chi si è arricchito a dismisura a scapito dei popoli che vivono la fame.
Aprirsi alle culture sarebbe logico, un passo dovuto per l'evoluzione umana, per aumentare la ricchezza mentale di ognuno di noi, anche quella dei padani. Invece pare che regni la paura di perdere quelle miserabili "radici" che non sono altro che il frutto di un provincialismo bieco e povero d'intelligenza.
Non siamo piante legate a una radice vitale, siamo umani che hanno facoltà di affrontare un futuro diverso dalle abitudini perpetuate all'ombra del proprio campanile.
Il pianeta è di tutti e coloro che hanno lavorato all'estero sanno bene cosa significhi essere discriminati, perché non esiste un popolo migliore di altri, non esiste un colore più bello; i colori sono tutti indispensabili, senza diritti d'autore, l'unica autrice delle differenze è la natura che si è sviluppata con tali varietà rendendoci la vita più felice.
Coloro che odiano e discriminano senza offrire ospitalità, senza mettersi in gioco e senza scambiare ciò che di sé hanno di prezioso sono esseri umani morti; è gente che vive in luoghi grigi adornati da alberi e fiori grigi; composti simmetricamente e ottusamente contorti come le loro teste uccise da aridi e miseri pregiudizi.

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